Franchising: perché il contenzioso non è (quasi mai) una soluzione per l’affiliato (ovvero: tutto quello che avreste voluto sapere sul contenzioso, e nessuno – o pochi – vi hanno mai detto). Parte prima - Studio Legale Franchisee - Pandolfini
190
post-template-default,single,single-post,postid-190,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-7.0,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.5,vc_responsive

Franchising: perché il contenzioso non è (quasi mai) una soluzione per l’affiliato (ovvero: tutto quello che avreste voluto sapere sul contenzioso, e nessuno – o pochi – vi hanno mai detto). Parte prima

09 Set Franchising: perché il contenzioso non è (quasi mai) una soluzione per l’affiliato (ovvero: tutto quello che avreste voluto sapere sul contenzioso, e nessuno – o pochi – vi hanno mai detto). Parte prima

Spesso (purtroppo) si rivolgono al mio studio affiliati in franchising che hanno problemi, talvolta molto seri, con il proprio franchisor.

Nella mia ormai ricca esperienza professionale, la casistica che ho osservato è molto varia: gli affiliati lamentano, nell’ordine di frequenza, la mancanza dei risultati prospettati nel business plan (spesso la presenza di costi molto più elevati e/o di profitti molto più scarsi), un’assistenza in fase di start up insufficiente o inesistente, una mancata o insufficiente formazione, inadempienze di vario tipo del franchisor (mancata pubblicità, mancata assistenza tecnica e commerciale, ritardi o mancanze nelle forniture, etc. etc.), comportamenti scorretti o anticoncorrenziali del franchisor (già: talvolta è il franchisor stesso che, incredibilmente, fa concorrenza sleale ai propri affiliati, ad es. attraverso internet), etc.

Quasi sempre, gli affiliati che hanno questo tipo di problemi (spesso da tempo), chiedono due cose: o di uscire immediatamente dal contratto (ed è la maggioranza dei casi: questo aspetto verrà trattato in un altro articolo) o di ottenere dal franchisor un indennizzo, un risarcimento dei danni subìti.

In questo secondo caso, l’affiliato, spesso visibilmente alterato (per usare un eufemismo) si dice intenzionato a promuovere un contenzioso, cioè una causa, contro il franchisor. “Costi quel che costi, avvocato. Gliela voglio far vedere a quei signori ..” sono le classiche parole udite tante volte. E spesso, l’affiliato “alterato” e bellicoso, cita ad esempio il classico amico o conoscente avvocato, magari di famiglia, che gli ha (ovviamente) consigliato di fare causa contro il nemico franchisor , garantendo invariabilmente, grandi indennizzi e zero rischi.

In questi casi, dopo avere fatto parlare (o meglio sfogare) il malcapitato affiliato, non prima di avere preso un bel sospiro gli espongo, con il massimo della chiarezza possibile, che, purtroppo, le cose non stanno così come pensava o come gli hanno prospettato.

Già, perché la verità – o comunque ciò che ogni avvocato serio espero in franchising sa o dovrebbe sapere, e dovrebbe dire al proprio cliente – è che il contenzioso non è, purtroppo, quasi mai una buona soluzione per l’affiliato, ed anzi, spesso è una vera e propria rovina per l’affiliato stesso.

Questo per molte ragioni. Vediamo in sintesi quali sono le ragioni principali.

Anzitutto vi sono delle motivazioni generali, comuni a qualunque contenzioso. In primo luogo, come è abbastanza noto – ma mai evidenziato a  sufficienza, soprattutto dai legali – in Italia le cause durano molto, moltissimo, troppo. La durata media di una causa di primo grado è intorno ai due anni, ma facilmente si supera, anche di molto, tale durata, soprattutto in cause, come quelle in materia di franchising, dove occorre svolgere un’istruttoria più o meno articolata (testimoni, perizie etc.). E questo senza contare la possibilità che la causa venga trascinata in appello oppure in cassazione. In questo periodo di tempo, molte cose possono naturalmente accadere, sia all’affiliato che al franchisor; ad esempio, può accadere che il franchisor “sparisca” cioè che la società venga liquidata: col che l’affiliato anche nel caso (raro, come si vedrà) in cui dovesse avere successo, si ritrova con il classico pugno di mosce in mano.

In secondo luogo, il contenzioso è normalmente costoso, talvolta molto costoso, per l’affiliato. Tanto per fare un esempio, secondo gli attuali parametri forensi, per una causa del valore fino a 52.00 Euro (ma spesso le cause in materia di franchising superano tale valore), i costi legali da sostenere (spese fisse e onorari dell’avvocato) ammontano a non meno di 8.000 Euro. Importi che spesso l’affiliato – che già si trova in difficoltà economica a causa della situazione con il franchisor – non è in grado di sostenere.

Già queste ragioni potrebbero (e dovrebbero) essere sufficienti a scoraggiare l’affiliato dal fare causa. Ma vi sono poi anche delle ragioni specifiche, peculiari del franchising, ed ancor più importanti. Ce ne occuperemo nel prossimo articolo.

No Comments

Post A Comment